martedì 9 marzo 2010


DONNA DU DU DU
Me ne sono accorta da un po'
ma oggi, pedalando e pedalando
(quanto si pensa coi pedali ai piedi),
l'ho focalizzato per benino
che ormai
quando cammino per strada,
entro in un negozio o, che so, in metropolitana,
non mi guarda più nessuno.
Nessun uomo, voglio dire.

Non che una volta io fossi rincorsa da maschi estasiati,
non sono mai stata uno schianto
di quelle che ti cade la mascella,
però tendenzialmente fino a qualche anno fa
se il mio sguardo cadeva su qualcuno
quello il più delle volte mi ricambiava con interesse,
entrando in un locale qualcuno l'occhio su di me lo buttava,
qualche commentino qua e là lo suscitavo,
addirittura una volta,
mentre pedalavo come sempre,
uno che certo non era un signore
mi urlò con aria sognante che gli sarebbe piaciuto essere il mio sellino,
e io mi ero perfino un po' impressionata,
ma zitta zitta,
sotto sotto,
nella parte più animalescamente femmina di me
ne ero stata lusingata
anche se ero scappata via a gambe levate.

oggi invece niente.
sono trasparente, o quasi.
i commessi non mi vedono,
i camionisti non si voltano,
i passeggeri non si schiodano dal dormiveglia metropolitano.

sarà che è inverno
(un marzo invernalissimo)
e in inverno io do il peggio di me,
sarà che in questi ultimi 10 anni
o ero incinta
o avevo addosso un bambino se non due se non tre,
sarà che mi sono tagliata i lunghi capelli biondi,
sarà che quest'anno è stato come fossero stati cinque
per la fatica e un dolore di quelli che ti segnano,
sarà che ho 40 anni e non mi lifto e non mi inieziono,
ma mi sa che la stagione dei fischi dal marciapiede o del "ti lumo da lontano"
è bella che passata e finita.
Un po' mi dispiace,
in alcuni momenti un po' tanto,
ma poi guardo
a questa mia vita che scorre,
alle fasi che ne disegnano il divenire
a come ero bambina, ragazzina, poi ragazza e infine oggi pienamente donna (donna!),
eppure sempre io,
e dico che va bene così,
che ogni volta c'è stato un senso
e che ci sono state e ci sono risorse diverse con cui esprimermi ed essere.

Da oggi però o mi metto la sciarpa o sfuoco la foto.
tiè.

grazie agli Spandau Ballet, che mi riportano a quando non mi vedeva nessuno perché ero ancora troppo acerba...

venerdì 5 marzo 2010


FORZA ITALIA
Ho deciso che:
- smetterò di correre come una pazza per portare a scuola i bambini entro le otto e mezzo,
- quando mi chiederanno di consegnare un pezzo per un certo giorno, al primo contrattempo lo consegnerò il giorno successivo al pattuito o quello dopo, o quello dopo ancora,
- se arriverò al cinema a film iniziato, pretenderò che ripartano da capo con la proiezione,
- farò la pausa pranzo di un'ora e mezza invece che di un'ora soltanto, perché ho da magnà er panino con calma,
- pagherò le tasse quando mi sveglierò di buzzo buono, e solo allora, e neanche tutte,
- iscriverò simone alla scuola media a settembre, il giorno dopo l'inizio dell'anno scolastico, solo dopo aver verificato, naturalmente, dove ci sono meno stranieri,
- spiegherò ai ragazzi che i compiti per lunedì li possono fare per mercoledì, almeno ci possiamo godere i week end in santa pace,
- verserò i contributi di tamara-la-tata a febbraio, maggio, agosto e novembre, invece che a gennaio, aprile, luglio e ottobre. e cara grazia che li verso,
- salderò le multe che, carinamente, mi sono arrivate tutte insieme, solo al prossimo trapianto di capelli di Berlusconi,
- esigerò che le partite terminino solo dopo che il milan avrà segnato il gol della vittoria.

E se qualcuno oserà protestare o eliminarmi o farmi pagare more,
io griderò al complotto,
ricorrerò al Tar, alla Cassazione, alla Corte Costituzionale,
andrò dal Presidente della Repubblica,
scenderò in piazza.
Perché ora così si usa fare.
Perché ora sì che la vita è bella e l'Italia è un BelPaese.
Forza Italia.

Grazie ai Subsonica, che danno sostegno alla mia incazzatura.

giovedì 4 marzo 2010


PREADOLESCENZA
- Simone, sono tre giorni che non ti lavi come si deve.
Vai subito a farti una doccia.
-Non c'è bisogno mamma. Non mi sono mosso tanto.

mercoledì 3 marzo 2010


VOLEVO ESSERE ANGELINA JOLIE
Ieri a Ischia è nato Enrico (che bello nascere a Ischia),
il bambino di un amico conosciuto un po' di tempo fa
perché a tutte e due ci piace un sacco fare le foto.

Oggi a Sesto San Giovanni, l'ex gloriosa roccaforte comunista alle porte di Milano
(che bello nascere anche a Sesto, allora), è nata Annamaria,
la bambina di un mio amico conosciuto vent'anni fa all'università
perché a tutti e due ci piaceva studiare le lettere, e anche il teatro,
uno di quegli amici con cui hai condiviso così tanto,
amori, risate, scoramenti, sbronze, filosofie,
che anche se non lo vedi per tre anni poi quando ti ritrovi è davvero come ieri
e che quando ci pensi che adesso è padre ti viene la tenerezza cosmica
e vieni travolta da mille flash back
e ti viene da ridere e pure un po' da piangere
e sei felice per lui, perché se la merita questa bimba e l'amore e tutto quanto.

Tra un mese nascerà Filippo, il bambino di Valentina, una mia collega diventata piano piano amica, ma tanto amica.
Poi arriverà Nicola, il nuovo bambino di Roberto, il pescarese più simpatico che c'è, e anche il bambino (o la bambina) di Emanuele.
E poi entro natale chissà...

E ogni volta che nasce un bambino,
ogni volta che mi arriva l'sms che ognuno lo scrive a modo suo ma sono sempre bellissimi,
ogni volta che vedo un bambinetto per strada,
penso che io volevo essere Angelina Jolie,
ma mica per avere quelle gambe da gazzella,
quegli occhi da cerbiatta,
quella bocca da pornodiva elegante,
e nemmeno per avere Brad Pitt, che per carità è bellissimo ma se proprio potessi scegliere
ne prenderei un altro di quelli lì che bazzicano Hollywood,
ecco io volevo essere Angelina non per queste cose, che comunque non guasterebbero,
ma per poter avere intorno tutti quei bambini che ha lei,
di tutti i colori,
di tutte le età
e li porterei sempre con me,
come fa lei,
insieme alle numerose tate, ovvio,
e a Venezia affitterei pure io Palazzo Mocenigo,
e poi darei anche io un sacco di soldi per costruire ospedali e case dove non ce ne sono,
e girerei il mondo per vedere con i miei occhi e capire,
e ogni tanto farei un film, che a me piaceva tantissimo recitare
e mi ci sono divertita come una matta,
e tutto questo,
gravidanze-adozioni-beneficenze-lavoro-viaggi,
restando sempre splendida, magra e sensuale da mozzare il respiro,
come Angelina.

detto ciò, chi potrebbe preoccuparsi non lo faccia,
ché lo so che sono Marta e non Angelina
e lui è Luca e non Brad,
e in fondo va bene così,
che tre sono più che sufficienti,
e tornerò a recitare quando andrò in pensione,
e a Venezia andrà benissimo la casa a Dorsoduro,
e in fondo a me, troppo magre e spigolose, le donne non sono mai piaciute.
Amen.

Grazie a Vasco Rossi, che, ogni volta, è uno dei più grandi.

venerdì 26 febbraio 2010



WHISHING LIST
L'altro giorno sono andata a fare la mia prima mammografia,
uno di quegli appuntamenti che scandiscono il passare del tempo nella tua vita.
Uscita da lì, serena per il risultato e con un'ora e passa a disposizione,
ho deciso di pedalare verso casa lentamente, scegliendo direzioni secondo il guizzo del momento,
e godendomi il sole che dopo tanto tempo splendeva limpido su milano, rendendola tanto bella.
Complice quel girovagare in bicicletta e con la testa, ho compilato una mia lista di desideri.

Vorrei, per esempio, che l'aria della mia città puzzasse di meno,
o non puzzasse affatto,
e che il Lambro, così come il Po, non fosse considerato la discarica dei furbetti lombardi alla faccia di tutti gli altri.
Vorrei che fosse vietata la pioggia per più di due giorni di seguito,
e che quei due giorni io potessi trascorrerli sotto il piumone a dormire
e magari anche a fare l'amore.
Vorrei vivere in una casa grande, dove ognuno ha la sua stanza per fare le sue cose in pace,
vorrei che fosse almeno al sesto piano, con una grande terrazza e con tanta luce dentro.
Vorrei essere di quelle che quando mangiano non ingrassano
per potermi lasciare andare
e mangiare un chilo di gelato alla stracciatella o un bel piatto di pasta col bis
sentendomi solo felice e basta.
Vorrei che al bancomat,
quando quello dietro è uno straniero nero e non c'è nessuno in giro,
non ci si ritrovasse ad avere paura.
Vorrei non dover più affrontare quello che è stato quasi 5 mesi fa,
e che mi ha fatto molto-molto malissimo.
Vorrei trovare un lavoro che mi metta anche in crisi talvolta,
ma che mi facesse sentire che in qualcosa sono brava pure io.
Vorrei andare a un concerto o a una festa e vorrei ballare tutta la notte.
Vorrei che la S. si liberasse dei sensi di colpa, e che l'A. imparasse ad amarsi, finalmente.
Vorrei conoscere meglio C., F. e A., incontrate da poco e già a me molto care,
come a smentire che le amicizie nascono solo quando si è ragazzette.
Vorrei rivedere Giovanni per poter riguardare serenamente al mio primo amore,
dolorosamente perduto in tante domande rimaste aperte.
Vorrei anche rivedere Simona e la mia nonna Tina, almeno per un giorno.
E vorrei tanto, tantissimo, che i miei figli avessero due zii Matteo e non uno solo.
Vorrei leggere godendomi ogni parola, senza addormentarmi dopo il primo paragrafo, qualsiasi sia il libro che ho tra le mani.
E vorrei ascoltare musica per una settimana intera, esplorando qua e là
e abbandonandomi alle emozioni che solo la musica può darmi.
Vorrei che L. faccia un bel lavoro e che tutti lo capiscano e che poi lui ne raccolga i frutti.
Vorrei non dover dire addio ai miei genitori, né vederli invecchiare ancora.
Fermare il tempo, ma solo per loro.
Vorrei farmi un giro in canoa da bonassola a vernazza, con il vento di tramontana.
Vorrei incontrare un delfino e che i miei bambini fossero con me.


Qualcuno mi protegga
da quello che desidero
o almeno mi liberi
da quello che vorrei.
V. C.

grazie a "Forbidden Colours", e quindi a David Sylvian e a Ryuichi Sakamoto, che hanno scritto una canzone per la vita.

giovedì 25 febbraio 2010


LA VERITA' TI FA MALE LO SO...

- mamma, sai qual è il modo migliore per morire?
- .... no, amore. qual è?
- è quando sei vecchino, magari ti guardi la partita e, zac, si ferma il cuore. manco te ne accorgi.
- sì, è vero. però stai tranquillo, è qualcosa di molto, molto lontano da noi...

- be', è molto molto lontano da me, mamma. non da te. io ho 8 anni, tu ne hai 40...

martedì 23 febbraio 2010

ROLLERBLADE






grazie a Gwen Stefani, che a loro piace tanto.